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INDIRIZZO DI SALUTO DEL PRESIDENTE

DEL CONSERVATORIO STATALE DI MUSICA

“G. ROSSINI”, GIORGIO GIRELLI,

AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

 

Signor Presidente,

se il commosso sentimento di cordoglio che pervade questo Istituto per la scomparsa di Giuseppe Di Stefano è comunque temperato dalla riflessione sul naturale destino che attende ogni uomo, ben diversa costernazione prorompe in tutti noi per la innaturale ed assurda fine dei lavoratori di Molfetta. Questo Istituto, ogni anno, insieme al comune di Pesaro e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio, esegue nella piazza principale della città, il 1° maggio, un concerto per la Festa del lavoro. In coerenza dunque con lo spirito che anima l’indirizzo di questa scuola e soprattutto, signor Presidente, in raccordo con i Suoi ripetuti moniti perché sia salvaguardata la sicurezza nel lavoro, che la nostra sempre vitale Costituzione – come Ella ci ricorda – ha elevato a valore fondante della Repubblica, riteniamo di interpretare, nell’accorato cordoglio per l’ulteriore lutto che ha colpito gli operai pugliesi, i sentimenti Suoi e di tutti i presenti osservando un minuto di silenzio in ricordo dei caduti (segue un minuto di silenzio).

Signor Presidente,

con la Sua presenza in questo territorio Ella rende un grande onore alla provincia di Pesaro e Urbino, ed ai suoi figli migliori tra i quali , oltre a Gioachino Rossini solennemente celebrato pochi giorni fa qui in Pesaro, va ricordato, in questa circostanza, Ottaviano Petrucci , inventore,  alla fine del ‘400, dei caratteri mobili per la musica, stampata per la prima volta al mondo con tale tecnologia nella vicina Fossombrone. Con la Sua visita alla sede del conservatorio statale di musica, sorto per volontà di Gioachino Rossini, Ella porta attenzione autorevolissima su un settore della istruzione, quello appunto  musicale, la cui complessità ed i cui problemi ( anche di carattere logistico, come attesta la condizione dei locali operativi di questa stessa sede ) non sono adeguatamente conosciuti. Ciò spiega il faticoso cammino delle innovazioni, pur avviate con la legge di riforma del 1999, nonché i minori sostegni che al comparto della istruzione musicale pervengono rispetto al restante contesto dell’insegnamento e della cultura.

Ci permettiamo quindi di affermare che il Suo specifico gesto, sensibile e sinora senza precedenti, si connota per la valenza oggettiva e generale che esprime, e che potrà accentuare quindi l’impegno delle Istituzioni, a ciò demandate, in favore della vitalità dei conservatori di musica. Studenti, docenti, personale amministrativo, pur comprensibilmente indotti a porre criticamente in luce i tratti incompiuti di questo cammino, Le esprimono dunque convinta gratitudine. Naturalmente ad una equilibrata diagnosi non può essere sottratta la responsabile consapevolezza, presente in tutti noi, di quanto finora è stato fatto: dagli intenti – molti dei quali ancora sulla carta ma non per questo privi di significato – espressi nel “manifesto della musica”, cioè in quel documento che indicò il  percorso strategico dell’insegnamento musicale dalle elementari alla università partito qualche anno fa proprio di qui, per iniziativa del ministro della università del tempo, per giungere ai provvedimenti dell’attuale governo che ha sciolto alcuni dei nodi della riforma del 1999 ed ha intensificato le sedi di riflessione e di confronto, scarsamente praticate fino ad ora.

Le Istituzioni di alta cultura musicale, signor Presidente, hanno indubbiamente un ruolo corposo nella promozione delle conoscenze e delle professioni legate alla musica. Particolare apprezzamento ci perviene anche dall’estero. Si calcola infatti che in Italia il 7-8 per cento degli studenti giunga da altri paesi, a fronte della percentuale di attrazione molto più bassa che si registra nelle università. Solo in questo Istituto convivono studenti di 25 nazionalità. E ricordiamo con un certo orgoglio che i nostri corsi sono stati recentemente seguiti anche da dieci coreani del nord i quali hanno concluso i loro studi con un concerto eseguito (con qualche difficoltà diplomatica, superata anche per la disponibilità dell’ambasciatore della Corea del Nord, che poi intervenne alla manifestazione) con gli studenti della Corea del Sud, abituali frequentatori di questo Istituto.

Queste Istituzioni dunque, signor Presidente, per le potenzialità aggiuntive che rivestono rispetto agli obiettivi canonici, andrebbero più incisivamente esplorate giacché il confronto ed il colloquio attivato tra esperienze diverse favoriscono conoscenza e comprensione e quindi, oltre alla elevazione del tasso culturale e la preparazione alla professione, arrecano benefico  apporto, ancorché  modesto, alla convivenza pacifica e costruttiva tra i popoli.

 

 

Pesaro, Palazzo Olivieri, 4 marzo 2008


 

LA FONDAZIONE ORTOLANI

PREMIA IL CONSERVATORIO

 

 

In occasione del concerto svoltosi al Conservatorio di Pesaro per onorare la memoria di Gioachino Rossini ( di cui il 29 febbraio ricorreva il 216° compleanno), Riz Ortolani e Catina Ranieri hanno illustrato gli scopi della nuova Fondazione cui essi hanno dato vita per promuovere iniziative culturali ed avere “un contatto più ravvicinato e personale con il Conservatorio, con gli allievi, gli strumentisti ed i compositori”. Nella circostanza il Maestro Ortolani e Catina Ranieri hanno donato al Presidente del Conservatorio Giorgio Girelli (foto) una targa d’argento recante la seguente motivazione:

“Al Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini” che mi crebbe allievo appassionato, ai suoi docenti che con fine e solido insegnamento mi hanno dischiuso le platee internazionali al presidente Giorgio Girelli cha ha sensibilmente riacceso il legame con la mia scuola e la mia città, sempre intensamente presenti nel mio cuore.”